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La settimana dei burrito
Un burrito o taco de harina è un piatto tipico della cucina messicana. Consiste in una tortilla di farina riempita con carne, ma a noi questa particolarità non piace: ecco perché lo chiamiamo burrito vegan.
La parola burrito viene dallo spagnolo “piccolo asino”.
lunedì 25/5
1 insalata di patate alla mediterranea (*)
2 insalata di riso integrale (*)
3 verdura cotta (*)
4 farinata di ceci alla cipolla (*)
5 burrito vegan (*)
martedì 26
1 timballo di verdure locali di stagione (*)
2 cous cous (*)
3 bavarese alle fragole (*)
4 mezzelune alla mediterranea (*)
5 burrito vegan (*)
mercoledì 27
1 Insalata di orzo (*)
2 pasta fredda del contadino (*)
3 carote allo zenzero (*)
4 melanzane alla griglia (*)
5 burrito vegan (*)
giovedì 28
1 Insalata di fagiolini (*)
2 caponata di stagione (*)
3 budino di cous cous (*)
4 hamburger di seitan (*)
5 burrito vegan (*)
venerdì 29
1 riso alla cantonese (*)
2 caprese vegan (*)
3 affettato vegetale in salsa (*)
4 chili vegano (*)
5 burrito vegan (*)
Tutti i piatti sono cucinati con ingredienti da agricoltura biologica e a filiera corta.
I piatti contrassegnati con (*) sono privi di ingredienti di origine animale.
Prezzi:
1 e 2: € 3,40
3 e 4: € 3,50
5 piccola: € 3,00
5 grande: € 5,00
Per effettuare l’ordine, è sufficiente scrivere singolarmente a negozio@contadini-cucinieri.it, o telefonare allo 045/9450057, entro il giorno prima. Sono graditi gli ordini settimanali.
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Le iniziative dei Contadini & Cucinieri
27 maggio
Questa volta noi non c’entriamo niente, ma c’entra il nostro Michele.
Mercoledì 27 maggio ore 21:00 a Villafranca di Verona, presso “binario zero” Stazione FF.SS., avrà luogo l’incontro dal titolo: “La decrescita digitale: il trashware come mezzo di transizione verso l’era del post-petrolio“, coordinato dal nostro Michele Bottari, nell’ambito delle serate sul consumo critico.
Dal primo zampillo di oro nero 150 anni fa, il consumo di energia dell’umanità è cresciuto con una curva esponenziale. Sono due le grandezze fuori controllo: la popolazione mondiale e le necessità energetiche di ogni cittadino. Questa crescita non è sostenibile, e si arresterà presto, volenti o nolenti, con il calare della disponibilità di petrolio.
Produrre computer nuovi richiede quantità enormi di energia, è presumibile che non saranno accessibili a tutti come oggi. In questo scenario neo-medievale, l’uso dei computer per comunicare, e diffondere cultura e informazione, dipenderà da quanto saremo tecnologicamente dipendenti dalle multinazionali.
All’ombra del picco del petrolio, il Trashware sarà tecnologia di transizione: il ricondizionamento dei PC tramite utilizzo di Software Libero (ossia di una tecnologia interamente nelle mani della comunità degli utenti) non serve solo a minimizzare i rifiuti, ma soprattutto ad abituarci a produrre macchine riciclate, uscendo dal giogo delle multinazionali, per sopravvivere in maniera dignitosa.
Le tecnologie di transizione: forme di sapere vecchie e nuove per un futuro a basso impatto energetico.
Organizzano le associazioni A.V. S.A. “Il Trifoglio” e “Moscacieca” in collaborazione con OS3 e ‘el Sélese’
Il programma:
Il consumo di energia da parte dell’umanità
Quanta energia serve per costruire un PC
Anche il software consuma energia
Perché il petrolio è importante
Il picco del petrolio
Possibili scenari futuri
Le risposte dal basso: le “transition town”
Le Transition technology (ridiventiamo padroni della tecnologia)
Il Trashware come tecnologia di transizione
OS3 e la sua proposta
Seguirà dibattito

