Diciamolo subito, così sgombriamo il campo dagli equivoci: siamo fortemente critici rispetto alla grande distribuzione organizzata (G.D.O.), e sosteniamo la decrescita.
Proponiamo un patto tra produttori e fruitori attraverso la politica dei prezzi e della qualità.
Fondamentale è il compito di ciascuno di noi, in quanto acquirente/fruitore: attraverso la razionalizzazione della nostra spesa dobbiamo permettere ai produttori una più facile pianificazione. Cerchiamo di realizzare è un rapporto di solidarietà reciproca tra le due categorie, magari complesso e simbiotico, ma virtuoso.
La filiera commerciale attuale è lunga e dominata dalla grande distribuzione organizzata, che fornisce ai consumatori (in questo caso è giusto chiamarli così) tutta una serie di servizi tesi al soddisfacimento di bisogni indotti: disponibilità di alimenti indipendentemente dalle stagioni, prezzo basso, quantità non predeterminata e nessun impegno di spesa e di sostegno.
Accorciare la filiera significa che una parte delle operazioni, oggi svolte dalla GDO, deve essere svolta sia dal produttore che dal fruitore: ciascuno deve fare passi concreti verso l’altro.
Questo patto solidale è quello che chiamiamo co-produzione: una sempre più stretta collaborazione, anche nel progettare e costruire opportunità industriali e commerciali in maniera paritetica.
