
“Il nostro alto consumo di carne è ingiusto perché non è estendibile a tutti gli abitanti del pianeta, semplicemente perché non ci sarebbe abbastanza terra coltivabile”. (1)
I numeri sono impietosi: la produzione di carne richiede lo sfruttamento di una superficie coltivabile fino a sedici volte superiore a quanta ne è richiesta dalle proteine vegetali, come dire che l’attuale consumo di carne è possibile solo a fronte di una buona parte dell’umanità ridotta alla fame.
Inoltre ogni chilo di carne consuma 20 mila litri di acqua.
Se tutto il parco di Villa Buri (13 ettari) fosse coltivato a mangimi, si potrebbe offrire una bistecca da 200 grammi a non più di cinque persone al giorno.
Per questo la nostra posizione è chiara: anche se esistono delle aziende agricole che producono carne secondo principi etici e biologici, riteniamo necessario dare un forte segnale di rottura proponendo una cucina gustosa e fantasiosa anche senza carne né pesce.
